Casa ufficio

Quando, come e perché fare il rinvaso delle piante

(Articolo offerto dalla redazione di quandosipianta.it)

Il rinvaso periodico rappresenta un’operazione fondamentale per garantire il benessere e una corretta crescita delle piante da interno. Infatti, assicura il ricambio del terriccio, che col tempo tende ad impoverirsi di sostanze nutritive, e fornisce ai vegetali l’opportunità di espandersi ulteriormente. Soprattutto per specie longeve, questa pratica diventa indispensabile per sostenere adeguatamente lo sviluppo radicale e quello del fogliame. Le radici in vecchi vasi rischiano infatti di affollarsi, con ripercussioni sulla capacità di assorbimento delle sostanze necessarie.

Un terreno ricco di elementi nutritivi, arieggiato e drenato al meglio stimola invece una vegetazione rigogliosa ed ornamentale. Monitorare periodicamente le dimensioni del fitomasso e apportare rinvasi in contenitori di dimensioni progressivamente maggiori favorisce questo processo naturale. Se eseguito con cadenza pluriennale, diventa inoltre un’occasione per verificare lo stato fitosanitario, prevenendo la proliferazione di afidi e parassiti, e per rinnovare eventuali substrati ormai compromessi. Grazie a questa buona pratica, piante ed espositori potranno essere mantenuti al meglio nel tempo.

Perché è importante rinvasare le piante

Il rinvaso risulta un’operazione indispensabile soprattutto per le piante coltivate in vaso, dove lo sviluppo radicale è limitato dalle dimensioni del contenitore. Infatti, man mano che le radici crescono, tendono a saturare completamente il terreno disponibile e ad avvolgersi su se stesse. Quando questa situazione si verifica, è il segnale che il sistema radicale ha esaurito lo spazio a sua disposizione e necessita di maggiori volumetrie per espandersi senza compressioni. Oltre a ciò, non va dimenticato che col passare del tempo il substrato tende progressivamente a perdere struttura e porosità.

Anche le migliori tecniche di concimazione non possono impedire un naturale impoverimento nutritivo e compromissione dell’efficienza drenante. Di qui l’importanza del rinvaso periodico, che consente di ricreare una nuova area fertile ben arieggiata dove le radici possano ramificarsi e le piante trovare tutto ciò di cui necessitano per uno sviluppo ottimale.

Quando è il momento ideale per fare il rinvaso?

L’operazione di rinvaso dovrebbe essere effettuata periodicamente per consentire alle piante da interno uno sviluppo ottimale. Una buona regola è rinvasare ogni 1-2 anni, verificando lo stato delle radici e del terriccio. Quando le prime risultano fitte e saturano completamente il contenitore, è il segnale che necessitano di espandersi. Anche un netto squilibrio tra parte aerea e radice indica la necessità di un contenitore più capiente. Non esiste una scheda unica per tutte le specie: alcune, come le piante grasse, richiedono intervalli più lunghi.

I periodi migliori sono inizio primavera e fine estate, quando l’attività vegetativa è rallentata. Nelle altre stagioni è comunque realizzabile, prestando attenzione a non stressare le piante con sbalzi termici o umidità eccessiva. Munendosi di substrati adeguati e seguendo pochi accorgimenti, il rinvaso diviene un’operazione semplice per sostenere al meglio la crescita delle piante in casa.

Scelta del terriccio idoneo al rinvaso

La scelta del terriccio giusto risulta un fattore cruciale per il benessere delle piante in fase di rinvaso. È possibile utilizzare substrati universali, ma si ottengono migliori performance optando per terricci specifici in base alle caratteristiche botaniche. Ad esempio, le piante acidofile come Camelia, Azalea ecc., prediligono un terreno con pH acido per massimizzare l’assorbimento nutritivo. Anche le grasse necessitano di un composto molto drenante e sabbioso, per evitare marciumi radicali.

Ottimi risultati derivano da terricci formulati per fiori, verdi o ortaggi, arricchiti con sostanze nutritive di base. Queste forniscono il giusto apporto minerale per il radicamento e la crescita iniziale. Successivamente andrà avviato un piano di concimazione equilibrato da integrare nell’annaffiatura. Scegliendo il terriccio in relazione alle singole esigenze colturali, il rinvaso riesce nel delicato compito di sostenere al meglio lo sviluppo delle piante, migliorando la loro resa ornamentale nel tempo.

Come fare il rinvaso delle piante

Quando si effettua il rinvaso è importante optare per un vaso di dimensioni adeguate, in modo da non sottostimare le future esigenze della pianta. Un incremento del contenitore di 4-5 cm è generalmente sufficiente, portando ad esempio da 16-18 cm a 24-25 cm, fino a 30-33 e 40-45 cm per esemplari longeve. È sconsigliabile usare contenitori troppo grandi, in quanto l’eccesso di terra potrebbe trattenere eccessiva acqua con il rischio di marciumi radicali. Nel caso di piante mature, una volta al rinvaso è possibile limitarsi a sostituire lo strato superficiale del terriccio ormai impoverito.

Prima del nuovo posizionamento, sul fondo del vaso va disposto un letto drenante di ghiaia o argilla espansa, proporzionato all’altezza. Quindi è necessario estrarre delicatamente la pianta dal vecchio vaso senza danneggiare le radici e posizionarla centralmente nel nuovo contenitore. Riempito il vaso di terriccio fino a 3 cm dal bordo ed eseguita una leggera compressione, l’annaffiatura abbondante consentirà il reintegro idrico post rinvaso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *